Le 10 sfide dell’autunno

Novembre è alle porte. Pieno autunno, la stagione dei colori caldi e dei sapori ritrovati.

Un mese particolare. Non ci sono più le piacevoli giornate autunnali tipiche di ottobre e il Natale è ancora lontano. Spesso si associa questo mese alla pioggia, alle giornate che si accorciano. Per affrontare al meglio questo periodo vi propongo 10 sfide, una al giorno.

Mettiamoci in gioco e sperimentiamo cose nuove e diverse. Ricarichiamo le batterie per ritrovare il nostro equilibrio e la nostra serenità.

A domani per la prima sfida! Sei pronto?

Quanta “autocompassione” hai?

La psicologa Kristin Neff definì l’autocompassione come l’essere gentili (anziché critici) con se stessi, il vedere i propri fallimento e i propri errori come qualcosa che fa semplicemente parte della condizione umana (anziche come il frutto di una qualche incapacità personale) e il limitarsi a notare le proprie imperfezioni, senza rimuginarci sopra.

Come mai ci riesce così difficile? Può risultare più semplice provare compassione per gli altri che per noi stessi. Dovremmo essere i primi ad amarci, stimarci, a darci una pacca sulla spalla nei momenti no. Invece siamo lì pronti a criticarci, a colpevolizzarci. Troppo duri con noi stessi.

Impariamo ad amarci di più, a tollerare di più gli sbagli. Siamo umani. Siamo unici. Siamo noi stessi.

Riesci a notare le persone intorno a te?

Il titolo di quest’articolo è provocatorio, ma spesso è ciò che accade. Siamo sempre di corsa, non abbiamo tempo, troppe cose da fare e giornate che dovrebbero durare 48 ore. Tutto questo correre cosa comporta? Cosa ci perdiamo mentre corriamo?

Non abbiamo il tempo di vedere l’altro. O forse lo vediamo, ma non gli prestiamo attenzione. Passiamo accanto alle persone senza soffermarci su di loro, e di conseguenza sui loro bisogni. Questo capita con gli sconosciuti incontrati per strada o al supermercato mentre facciamo spesa di fretta, ma spesso capita anche con le persone intorno a noi. Sappiamo come stanno? Sappiamo di cosa hanno bisogno? Anche se non ce lo dicono apertamente, sappiamo accorgercene? Potremmo farlo se rallentassimo, se ci dessimo la possibilità di prenderci del tempo, guardare, ascoltare, domandare.

Un semplice “come stai” seguito dalla voglia di ascoltare la risposta, dal concedere all’altro il tempo di rispondere e di condividere con noi.

Impariamo a rallentare. Impariamo a non perdere di vista ciò che è importante.