Impara ad amare te stesso: accetta il passato e lascialo andare

Quante volte ci troviamo a rimuginare sul passato? A pensare a ciò che è stato, a cosa abbiamo fatto, a cosa avremmo potuto fare. Il passato fa parte di noi, non possiamo cancellarlo. Possiamo, però, imparare ad accettarlo: ciò che è stato è stato, non possiamo cambiarlo. Possiamo lasciarlo andare e guardare avanti.

Possiamo scegliere: far si che il nostro passato condizioni il nostro presente, oppure lasciarlo andare e concentrarci su ciò che possiamo fare oggi. Oggi è il passato di domani, iniziamo a vivere il presente e a costruire la vita che vogliamo.

Impara ad amare te stesso: accetta i complimenti

Hai notato quanto sia più semplice concentrarsi su ciò che non va, piuttosto che su ciò che va? Sottolineare i difetti, anziché i pregi? Amare noi stessi significa iniziare a dare la giusta attenzione ai nostri punti di forza, a ciò che ci contraddistingue.

Come reagiamo di fronte ad un complimento? Può essere difficile accettarlo, crederci. Possiamo rischiare di metterlo in discussione, di sminuirlo, di non sentirci all’altezza. Impariamo ad accettare i complimenti senza se e senza ma. Diamo all’altro la fiducia necessaria affinché quel complimento venga considerato reale, sincero, uno sguardo esterno su di noi. L’altro potrebbe vedere qualcosa che noi non riusciamo a vedere: un modo di fare, qualche abilità che diamo per scontato.

Impara ad amare te stesso: fai sempre del tuo meglio

Amare se stessi non significa accettarsi senza mettersi alla prova, o rinunciare accontentandosi. È importante cercare di dare il meglio di sé. Importante per chi? Per noi stessi! Cerchiamo di dare luce alla migliore versione di noi, di impegnarci affinché emerga la nostra energia, la nostra carica, indipendentemente dal risultato o dal raggiungimento di un obiettivo.

Amarci significa fare del nostro meglio, in ogni situazione e con qualsiasi persona intorno a noi. Significa non rinunciare, ma concentrare le nostre energie e la nostra attenzione il più possibile, tirando fuori il meglio di noi stessi.

Pensi di fare del tuo meglio nelle varie situazioni? Cosa potresti fare di diverso? Non concentrarti solo sul risultato (“do il meglio di me solo se so che raggiungerò quella cosa”), fallo a prescindere per il gusto di mettere la giusta energia e il giusto entusiasmo in ciò che fai.

Fallo per te stesso.

Impara ad amare te stesso: dire di no

Come si può amare se stessi se non si riesce a rispettare i propri confini? Dire di no significa ascoltarsi, non essere sempre disponibili nei confronti dell’altro se questo significa fare un torto a se stessi, rispettarsi. Quando le richieste dell’altro ci pensano, quando ci troviamo a dire si non per il piacere di farlo, ma perché “costretti” dal senso del dovere, questo rappresenta un peso, un dispendio di energie che potremmo dedicare ad altro.

Non dobbiamo accontentare gli altri, dobbiamo essere contenti noi! Quali sono le situazioni o le persone a cui non riesci a dire di no? Cosa ti spinge a dire di sì? Il timore di deludere l’altro? Che l’altro possa allontanarsi da te? Fare brutta figura? Quanto le nostre scelte sono condizionate dal giudizio e dal peso che noi stessi diamo al giudizio altrui?

Impara ad amare te stesso: concentrati sulle tue qualità

Nel viaggio per imparare ad amare se stessi è fondamentale concentrarsi sulle proprie qualità. Troppo spesso siamo pronti a sottolineare i nostri difetti, i nostri errori, ciò che vorremmo cambiare. Ma quali sono i nostri punti di forza? Cosa ci caratterizza?

Se avete difficoltà ad individuare le vostre qualità vi invito a fare questa domanda alle persone a voi vicine: “quali sono, secondo te, i miei punti di forza? Le mie qualità?”. Naturalmente non dovrete mettete in discussione o in dubbio le risposte che riceverete: come si suol dire, prendete e portate a casa. Fate tesoro di ciò che emerge. Siete d’accordo con ciò che è stato detto? Riuscite a vedere queste qualità in voi stessi? Se così non è, come mai quella determinata persona ha notato questo in voi?

È il momento di puntare su noi stessi e sui nostri punti di forza.

Impara ad amare te stesso: prenditi del tempo per te

Il secondo passo per imparare ad amarsi è quello di prendersi del tempo per se. Il lavoro, la casa, gli impegni quotidiani rischiano di occupare tutto il nostro tempo e di farci perdere di vista ciò che siamo e ciò che amiamo fare.

È importante riuscire a ritagliarsi degli spazi, anche se piccoli. Una passeggiata, mezz’ora di yoga, dieci minuti la mattina per godersi la colazione in tranquillità, una doccia o un bagno rilassante. Cos’è per te concederti del tempo?

Impara ad amare te stesso: accetta il tuo corpo

Il primo passo nel viaggio per imparare ad amare se stessi è quello di accettare il proprio corpo. Troppo spesso ci troviamo in conflitto con esso, cerchiamo di cambiarlo, lo vorremmo diverso, lo costringiamo a diete assurde o a sforzi fisici disumani. Ma il corpo è la nostra macchina e come tale dobbiamo imparare ad averne cura. Curare il corpo per curare l’anima.

Ognuno di noi ha qualche aspetto che vorrebbe modificare, nessuno è perfetto. Ma combattete contro il nostro corpo, colui che ci dà la possibilità di agire, muoverci, fare, abbracciare, non ci farà stare meglio. Anzi. Ci farà sprecare tempo ed energie che potremmo investire in altro. In cosa? Ad esempio in una sana alimentazione, in un po’ di attività fisica per star bene, nel giusto riposo per permettergli di ricaricarsi.

Il primo passo è prenderci cura del nostro corpo: inizia ora.

Impara, prima di tutto, ad amare te stesso

Il presupposto essenziale per una vita serena credo sia, sopra ogni altra cosa, l’amore per se stessi. Prima ancora dell’amore per l’altro, prima ancora del raggiungimento di un obiettivo. L’amore per se stessi rappresenta la base su cui costruire tutto il resto, senza la quale non ci sarebbero le fondamenta necessarie.

Ma cosa significa amare se stessi? Nei prossimi capitoli vedremo, nello specifico, i vari aspetti da curare affinché l’amore per noi stessi possa essere coltivato giorno dopo giorno…

Possiamo amare gli altri più di noi stessi?

Oggi vi pongo un quesito molto difficile: è possibile amare gli altri più di noi stessi? L’amore prevede comprensione, affetto, gentilezza. Tutto questo può venirci naturale nei confronti delle persone intorno a noi: pensiamo all’amore di una madre per un figlio, ad esempio. Può essere più semplice essere tolleranti verso gli altri, volete il loro bene, sottolineare i pregi sminuendo i difetti. Ma come mai risulta così difficile con noi stessi? Come si può amare veramente qualcuno se prima non impariamo ad amare noi stessi?

Credo che questa sia la sfida più dura che ognuno di noi deve affrontare: imparare ad amare se stessi per poter poi amare l’altro incondizionatamente. Troppo spesso l’amore verso l’altro nasconde il soddisfacimento di un nostro bisogno. Per amare senza aspettarsi nulla in cambio, per il solo fatto di volete il bene ed il meglio per l’altra persona, dobbiamo iniziare a guardarci allo specchio, a volerci bene, ad accettarci nei pregi e nei difetti.

Una madre può amare sua figlia più di se stessa, ma che messaggio le trasmetterá? Quale insegnamento rispetto all’importanza di amare se stessi, prima ancora di amare l’altro? Ciò che siamo incide sulle relazioni che instauriamo. Se impariamo ad amare noi stessi inevitabilmente potremo amare l’altro in modo incondizionato…

Amare: sentimento o azione?

Può essere semplice dire alcune parole, come un “ti amo”. Ma cosa facciamo, in concreto, per dimostrare amore? Le nostre azioni sono la dimostrazione pratica di ciò che proviamo. Posso dire qualsiasi cosa, ma sono i miei gesti che contano. Posso dire di amare una persona, ma se poi la tratterò male, non sarò disponibile quando lei avrà bisogno di me, non la sosterrò nei momenti giusti, si potrà parlare di amore?

I nostri gesti comunicano ciò che proviamo, ciò che sentiamo. Sono la dimostrazione dei nostri sentimenti, un prolungamento del pensiero e delle emozioni. Diamo importanza ai gesti? Ci concentriamo su come poter comunicare ciò che sentiamo? O diamo per scontato che basti una semplice parola, più dei gesti?

Amare presuppone impegno, costanza, dimostrazione…non perché questo sia un dovere, ma perché se amo voglio trasmetterlo in ogni modo, attraverso le parole, ma anche attraverso i gesti e le azioni.