Giorno 14. Prenditi un momento per te

Iniziamo questa settimana dedicando un momento a noi stessi. Cosa dobbiamo fare?

Un bagno caldo, leggere un bel libro, suonare la chitarra, fare una passeggiata, mettersi lo smalto, guardare un film… Può essere qualsiasi cosa, purché sia per voi qualcosa che dedicate a voi stessi, che vi faccia star bene, una piccola coccola.

Lo facciamo proprio di lunedi, momento in cui la settimana ha inizio e rischia di travolgerci con i suoi ritmi frenetici e il Natale che si avvicina.

Impariamo a ritagliarci un piccolo momento per noi. Possono essere 5 minuti, 30 minuti, un’ora, non importa. Purché sia un tempo solo vostro.

Giorno 13. L’arte di donare

Finora ci siamo concentrati su noi stessi. Oggi volgiamo lo sguardo alle relazioni e alle persone intorno a noi.

Nella sfida di oggi vi invito a donare qualcosa a una persona a voi vicina: non deve essere necessariamente qualcosa di materiale. Può essere un abbraccio, un sorriso, una barzelletta, un dolce che avete preparato.

L’idea è quella di condividere qualcosa di vostro con qualcuno. Donare significa “dare con assoluta spontaneità, liberalità, disinteresse; regalare”. Posso donare uno sguardo, un momento del mio tempo per ascoltare l’altra persona (o per chiamare quell’amico che non sento da tanto, o per inviare quell’sms che rimando da giorni), un sorriso per far sorridere anche l’altro, un abbraccio per accogliere, una carezza…

Giorno 12. La scatola dei ricordi

Ieri ci siamo concentrati sul fare pulizia, sul creare spazio. Oggi, invece, andiamo a recuperare quelli che sono i nostri ricordi…

Prendere un vecchio album di fotografie, guardare dei video di qualche tempo fa che abbiamo nel telefono, ripercorrere con la mente alcuni episodi passati (il Natale di quando eravamo bambini, o il giorno del matrimonio, o l’incontro con un’amica).

I ricordi sono dentro di noi, come chiusi in una scatola. Possiamo scegliere di aprire quella scatola. Ciò che abbiamo vissuto ha contribuito a renderci ciò che siamo oggi. I ricordi sono importanti: alcuni saranno belli, altri forse malinconici o dolorosi. Possiamo scegliere su quali di essi focalizzare la nostra attenzione.

Ciò che facciamo ora, oggi, adesso, potrebbe andare a finire in quella scatola dei ricordi, che riapriremo tra qualche anno. Dopo aver recuperato (con un oggetto o anche solo con un esercizio della mente) i tuoi ricordi passati, ti pongo una sfida: cosa vuoi fare ora, adesso, oggi, per creare un nuovo ricordo che andrà a finire nella scatola dei ricordi?

Coinvolgere i tuoi figli nelle decorazioni natalizie, preparare tu stessa una tua personale decorazione natalizia per l’albero che potrai ammirare negli anni a venire, fare delle ghirlande di pop corn per l’albero, organizzare un pic nic sotto l’albero (da viverti da solo o con chi vuoi tu). Il punto non è cosa scegli di fare, ma portare l’attenzione sul fatto che sei tu a costruire quei momenti che si trasformeranno poi in ricordi…

Giorno 11. Fai “pulizia”

Tendiamo, spesso, ad accumulare cose: potrebbe servirmi, mi dispiace buttarlo, non si sa mai… Questo atteggiamento riflette anche il nostro modo di pensare: rischiamo di correre il rischio di accumulare rancori, emozioni, frasi, ricordi, avvenimenti… Non riusciamo a staccarci da loro, ci dispiace lasciali andare via.

Oggi vi propongo di fare pulizia. Guardati intorno: casa, macchina, ufficio. Ogni ambiente che frequenti. Osservali bene, prendi una busta (o una scatola) ed inizia a metter via tutto ciò che non ti serve più.

Iniziamo a creare spazio, evitiamo di accumulare e di portare con noi dei pesi che rischiano di schiacciarci. Abbiamo bisogno di camminare a schiena dritta, di essere leggeri. Iniziamo dalle cose materiali. Può sembrare un gesto scontato, ma ci aiuta a metterci nella condizione di scegliere, valutare, ponderare cosa è importante e cosa non lo è, cosa tenere e cosa non ci serve più…

Buona pulizia.

Giorno 10.  Una dedica speciale

Si tende, spesso, a dare molta importanza ai regali e poca ai bigliettini che accompagnano i regali stessi. Ho sempre pensato, invece, che fossero proprio quelli il vero spirito del regalo: una frase, un pensiero, una dedica, un momento in cui quella persona si è seduta, ha pensato a me e mi ha scritto qualcosa.

Oggi vi coinvolgo in questa mia passione: i biglietti. Sia che abbiate già fatto i regali di Natale oppure no (magari non li farete proprio, e va bene cosi), vi invito a pensare alle persone a voi più care e a scrivere loro una piccola dedica: un pensiero, una frase, un ricordo, un augurio speciale. Ogni cosa va bene, purché sia sincera e dedicata a quella persona.

Puoi mettere queste dediche sui regali che hai comprato a queste persone, oppure appendere i bigliettini all’albero e consegnarli quando li vedrai…

Giorno 9. Il primo pacco sotto l’albero

Solitamente l’8 dicembre si fa l’albero di Natale. Da li in poi numerosi pacchetti iniziano a colmare lo spazio intorno a lui.

Oggi ti invito a far si che il primo pacchetto sotto l’albero sia il tuo…un regalo per te.

Una bustina o un piccolo pacchetto con un biglietto indirizzato a te stesso. Può essere qualcosa di materiale che desideri, qualcosa di simbolico (un bigliettino con un augurio a te stesso, ad esempio ti auguro di trovare la serenità, ti auguro di realizzare i tuoi sogni), oppure esci e guardando le vetrine dei negozi scegli un piccolo dono per te stesso. Rigorosamente da impacchettare e da scartare a Natale.

Siamo, troppo spesso, presi da ciò che vogliamo o dobbiamo donare agli altri, ma è il momento di pensare anche a noi stessi.

Cosa vuoi regalare a te stesso per questo Natale?

Giorno 8. Esaltiamo gli odori con un tuffo al passato

Spesso l’olfatto viene relegato in secondo piano. Esso ha, al contrario, un fortissimo impatto sulle nostre percezioni delle cose: ha il potere di portarci indietro nel tempo, o di farci concentrare su ciò che ci piace o non ci piace.

Come facciamo ad esaltare gli odori e concentrarci sull’olfatto?

Puoi accendere una candela profumata, raccogliere dei fiori da mettere in casa, uscire a fare una passeggiata ed inspirare profondamente gli odori della natura, sbucciare un mandarino e metterne le bucce sul termosifone facendo, cosi, sprigionare il suo aroma, cucinare qualcosa di particolarmente profumato che ti riporta alla mente ricordi passati (i biscotti della nonna, o quel particolare aroma di ragù tipico delle domeniche a pranzo).

Ti invito a interrogarti sul tuo repertorio di “odori” collegati ai ricordi: scegline uno e via libera alla fantasia e all’esplorazione.

Giorno 7. Diamo risalto alla vista

Oggi ci concentriamo sulla vista. Che significa?

Ti invito a trovare il modo in cui TU puoi dare risalto alla vista: una passeggiata in mezzo alla natura osservando gli alberi e le foglie che cadono, guardare il tuo film preferito, prendere un vecchio album di foto e sfogliarlo, osservare attentamente le persone intorno a te (sembra una cosa scontata, ma che non facciamo mai: lascia perdere tutto ciò che stai facendo o che devi fare e osserva tuo figlio mentre gioca, o il tuo partner mentre ti parla o sta facendo qualche attività particolare).

Diamo valore alla vista, uno dei sensi che più influiscono sulla nostra percezione e sul modo in cui viviamo le cose, ma a cui spesso non diamo la giusta attenzione, dividendoci tra il guardare e il fare altro nello stesso momento…

Giorno 6. Contatto

Il terzo senso coinvolto nel nostro percorso di benessere psicofisico è quello del tatto.

Un abbraccio, una carezza, un tocco, un massaggio… concentriamoci sul toccare, sul sentire, sull’entrare in contatto con noi stessi e con l’altro.

A chi dedicare questo contatto? Sei tu a deciderlo. Puoi essere un abbraccio a te stesso, un massaggio dopo la doccia mentre ti metti la crema o durante mentre usi il bagnoschiuma, può essere un abbraccio ad un genitore, una carezza al figlio, una mano poggiata sulla spalla ad un amico. Soprattutto in questo momento di “distanza” forzata è importante recuperare il contatto, che ci fa sentire vicini e ci da calore.

Che rapporto hai tu con il contatto? Come in ogni “sfida” giornaliera ti invito ad interrogarti rispetto a questo tema, a cercare di approfondire come comunichi anche attraverso il tatto, e se non lo fai ti invito a sperimentare e a buttarti in qualcosa di nuovo…

Giorno 5. Una coccola per il palato

Oggi ci concentriamo sul senso del gusto. Spesso siamo presi dal mangiar bene, in modo salutare, o concentrati su cosa preparare per pranzo e per cena in base a ciò che abbiamo mangiato ieri, per variare l’alimentazione.

Nel nostro percorso di benessere psicofisico, e nel concentrarci su ciò di cui abbiamo bisogno e che vogliamo, includiamo anche l’esperienza alimentare.

Oggi ti chiedo: cosa hai voglia di mangiare?

Che sia un bigné con la panna, una macedonia, una bistecca, un gelato, non importa. L’obiettivo è domandarsi cosa vogliamo e coccolarci, anche sul piano alimentare e del gusto.

Oggi concediti quel cibo di cui hai voglia, senza sensi di colpa, senza se e senza ma.

Puoi cucinarlo tu, prendere cibo da asporto o decidere di coinvolgere qualcuno in questa tua esperienza. Purché tu parta da te stesso: oggi voglio mangiare…

Buon appetito!