Il conflitto nella coppia: costruttivo o distruttivo?

“I conflitti non sono necessariamente una cosa dannosa: fanno parte della vita” (Thomas Gordon)

Il parametro che definisce una coppia felice non è l’assenza di conflitto. Il conflitto fa parte della vita e delle relazioni, rappresenta un territorio di confronto, di crescita e di scambio reciproco. Il punto è: come la coppia affronta il conflitto? Questo può renderlo costruttivo o, al contrario, distruttivo per la coppia stessa.

Litigare in maniera costruttiva significa considerare, oltre al proprio punto di vista, anche il punto di vista del coniuge. Significa evitare la competizione: non è una gara, non c’è un vincitore e un vinto. O si vince insieme o si perde entrambi. Nel conflitto costruttivo si espone il proprio punto di vista, si ascolta il punto di vista dell’altro e si cerca di trovare una strada comune.

Il litigio diventa distruttivo quando si cerca, al contrario, di portare avanti le proprie ragioni sull’altro, di vincere. Cercare di squalificare l’altro o di umiliarlo non porta ad un confronto costruttivo, ma a una lotta di potere. Ma chi vince e chi perde?

La coppia è come una squadra: decidete di stare dalla stessa parte del campo di gioco o di giocare l’uno contro l’altro?

Completarsi da soli per poter essere felici

Spesso si ha la sensazione che ci manchi qualcosa… se avessi una persona accanto, se avessi più soldi, se raggiungessi quell’obiettivo…

In realtà stiamo cercando nella direzione sbagliata: dobbiamo imparare a guardare noi stessi, e non fuori da noi. Nessuna persona e nessun oggetto potrà completarci.

Cosa ci manca davvero? Come mai pensiamo di aver bisogno di qualcosa per essere felici? Il primo passo è conoscersi, amarsi, accettarsi, completarsi da soli. Solo cosi sarà possibile incontrare l’altro e far si che questo incontro rappresenti un qualcosa in più, e non un colmare qualcosa che non c’è. Non diamo all’altro (partner, amico o chiunque altro) il compito di completarci e di colmare i nostri vuoti.

L’altro deve essere un qualcosa in più, qualcuno che scegliamo perché è come è, e non perché ci serve.

La magia del momento presente

Avete presente l’entusiasmo dei bambini? La loro capacità di stupirsi ed emozionarsi delle piccole cose? La loro capacità di vivere il momento presente, senza preoccuparsi troppo di ciò che è stato qualche minuto prima o di ciò che capiterà tra qualche attimo? E’ una magia, una magia che crescendo perdiamo… Da adulti tendiamo a preoccuparci per tutto. La nostre mente è attirata continuamente indietro nel tempo, verso ciò che è successo, o proiettata in avanti, verso ciò che ancora deve accadere.

Ci troviamo, cosi, a rimuginare su frasi dette o non dette, su gesti, espressioni, parole…Cose reali, ma a volte anche immaginarie, che vivono solo nella nostra testa.

O tendiamo a preoccuparci rispetto a cose che ancora devono accadere, come se proprio in questo momento dovessimo prendere decisioni importanti, prevedere, capire, prepararci.

Ma mentre facciamo tutto questo, cosa perdiamo di vista? A cosa non stiamo prestando attenzione?

Una canzone che passa alla radio, lo sguardo di qualcuno, una domanda che ci viene rivolta, il calore del sole sulla pelle, il profumo di un fiore…

La serenità non la raggiungiamo quando i nostri obiettivi sono stati realizzati, ma quando impariamo a godere delle piccole cose quotidiane. “Quando raggiungerò questo obiettivo sarò felice”, si può trasformare in “ho questo obiettivo in mente, ma nel frattempo mi guardo intorno e sono grata di ciò che mi circonda”. Impariamo ad aprire gli occhi, ad osservare e a carpire ciò che ci circonda.

Come rialzarsi dopo una caduta: 4 strategie

Tutti noi abbiamo fallito almeno una volta nella vita. A chi non è capitato di cadere?

Oggi vediamo 4 strategie che ci possono aiutare a risalire in sella dopo una caduta.

  1. attieniti al programma. Non è il singolo sgarro il problema, ma tanti piccoli sgarri che ci portano fuori pista. Se stai seguendo un programma di allenamento fisico e ne salti uno non succede nulla. Se, però, inizi a saltarlo oggi, poi domani, poi dopodomani vorrà dire che non stai rispettando il tuo programma e questo ti allontanerà sempre di più dal tuo obiettivo. Non hai abbastanza tempo per fare un allenamento completo? Non importa, attieniti in parte al programma e oggi fai solo delle piccole flessioni. Non rinunciare del tutto, ma sii flessibile nell’attenerti al programma.
  2. avere qualcuno che si aspetta qualcosa da te. Se hai qualcuno che si aspetta che tu mantenga il tuo programma sarai più incentivato ad impegnarti.
  3. parti con quello che hai a disposizione. Quando si deve partire iniziano le scuse: non ho soldi, non ho abbastanza tempo, ecc. Prova a pensare diversamente: posso provarci, posso fare il primo passo. Può capitare di partire da condizioni non ottimali, l’importante è partire. Qual è l’alternativa?
  4. anche se imperfetto può andar bene. Non bisogna fare le cose nel miglior modo possibile o comunque non solo. Non voglio più mangiare carboidrati, ma il giovedi sera c’è la pizzata con gli amici. Rinuncio alla pizzata o rinuncio a togliere i carboidrati dalla mia alimentazione? No, anche qui flessibilità. Posso iniziare eliminando i carboidrati dalla mia dieta il lunedi, oppure 3 giorni a settimana, oppure 6 giorni su 7… Sviluppa il piano B, l’alternativa.