Chi è responsabile della mia felicità?

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Tendiamo a credere che se le situazioni cambiassero, se le persone intorno a noi modificassero il loro atteggiamento, se quello specifico problema si risolvesse, allora saremmo felici. Questa è un’utopia. Difficilmente ci sarà il momento perfetto. E se aspettiamo quel preciso momento per essere felici corriamo il rischio di aspettare molto, forse all’infinito. 

Come posso essere felice? Ma soprattutto, chi è responsabile della mia felicità?

Io. Solamente io.

Se mi aspetto che siano gli altri a rendermi felice significa che sto seguendo la strada sbagliata, che le mie aspettative sono sbagliate. Ognuno è responsabile della propria felicità. Il mio lavoro non mi soddisfa? Non deve essere il capo a cambiare, o il collega a trattarmi diversamente. Finché mi aspetterò che siano gli altri a cambiare, nulla cambierà. Cosa posso fare io? Inviare curriculum per cambiare posto di lavoro, approcciarmi diversamente a quel collega, ecc.

Prenditi un momento e rifletti su ciò che non ti soddisfa della tua vita. Come puoi cambiare quegli aspetti? Cosa puoi fare TU per affrontarli diversamente? 

Cosa non va, cosa non mi permette di essere felice e soddisfatto? Prova a rispondere a queste domande, ti indicheranno gli aspetti su cui puoi lavorare per raggiungere un cambiamento, per raggiungere la felicità. Ma ricorda, devo essere aspetti che riguardano te stesso. Cosa puoi fare tu? Ognuno di noi è responsabile della propria felicità, delegarla agli altri concede loro un grande potere su di noi, ma ci porterà inevitabilmente all’infelicità.

Se le situazioni intorno a te non cambiano, cambia tu. Prendi consapevolezza di te stesso, dei tuoi punti di forza e di debolezza. La felicità sono attimi, non è un obiettivo finale. La si costruisce nella quotidianità. Puoi iniziare a ricercarla già ora, in questo momento. Cosa ti rende felice? Cosa puoi fare, in questo preciso istante, per essere felice? Pensa a piccole cose, piccoli gesti, che possono farti sentire bene. 

Inizia a coltivare la tua felicità…

Imparare a dire no: 5 strategie

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E’ difficile dire no alle richieste che ci vengono dagli altri. Come mai? Dire no genera in noi il famoso senso di colpa! Cosa penserà l’altro di me? Si aspettava che facessi quella cosa e io l’ho deluso.

Vediamo come possiamo gestire il senso di colpa e iniziare a dire di no.

Innanzitutto partiamo dal motivo per cui dovremmo dire no. Dovremmo farlo in tutte quelle situazioni in cui ci ritroviamo a dire si soltanto per accontentare l’altro, per non deluderlo, e non perché veramente vogliamo dire si.

  1. Prenditi un attimo. Quando arriva una richiesta prenditi del tempo per valutarla, senza dover rispondere subito. Chiediti: voglio veramente fare questa cosa? Quanto mi costa farla? Per chi la sto facendo? Allenta la tensione e prenditi del tempo per riflettere e rispondere a queste domande
  2. Annota gli effetti. Che effetto hanno i tuoi no? Quali conseguenze creano? Spesso tendiamo a dire si immaginando reazioni e conseguenze catastrofiche. Inizia a scrivere i no che dici e che vorresti dire, le conseguenze che immagini e le reali conseguenze che ottieni. Coincidono? Atteniamoci ai fatti, alle reazioni concrete e reali e non a quelle immaginarie. FATTO- REAZIONE IMMAGINARIA- REAZIONE REALE.

Di fronte ad una richiesta prendi tempo, chiediti se vuoi assecondarla e valuta le conseguenze e le reazioni che la tua risposta susciterebbe.

Inserire la variabile tempo tra la richiesta che ti arriva e la tua risposta ti aiuta a prendere il controllo della situazione: “Sento mia moglie e ti faccio sapere, grazie per aver pensato a me ci penso e ti dico”.

3. Cosa sacrifichi? Nel dire si a quella persona e a quella richiesta, cosa stai sacrificando?

4. Valori e priorità: quali sono le tue priorità? Se dire si ad una richiesta ti fa venir meno ad un impegno preso, utilizza proprio questo per dire no: “Mi dispiace, ma dire di si a questa cosa mi farebbe venir meno ad un impegno preso. Per me è importante la parola data”. Questo modo di dire no, sottolineando un impegno preso (priorità) e il non venir meno ad un nostro valore (la parola data) renderà più facile per noi non accettare la richiesta e, al tempo stesso, sottolineerà all’altra persona la nostra motivazione, rendendo il no più facile da accettare.

5. Fai una controfferta: se la persona insiste con la sua richiesta, puoi proporre o più alternative, che siano a te congeniali e al tempo stesso accolgano, in parte,la richiesta della persona.

Aiuta te stesso,prima di aiutare gli altri: un po di sano egoismo

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Hai presente quando sei in aereo, prima del decollo, e l’hostess ti mostra le procedure di sicurezza? Ti dice, come prima cosa, che in caso di pericolo comparirà una mascherina e che dovrai indossarla per garantirti la giusta respirazione. Ma, cosa più importante, sottolinea il fatto che dovrai indossarla tu per primo, cioè prima di poter aiutare gli altri. Questo piccolo aneddoto ci porta a riflettere su una cosa molto importante: non possiamo aiutare gli altri se prima non aiutiamo noi stessi. Questo è vero nel caso dell’aereo, ma è vero anche nella vita.

Lo sappiamo bene noi psicoterapeuti: facciamo un lavoro su noi stessi, nel corso della formazione, proprio perché è fondamentale andare a sciogliere i nostri nodi prima di poter aiutare le persone a sciogliere i propri. Per imparare a prendersi cura di se, prima di potersi prendere cura degli altri. Nel mio lavoro mi trovo spesso davanti persone che arrivano da me esauste: hanno impiegato le loro energie per aiutare gli altri,  per aiutare le persone intorno a loro. Ma a caro prezzo! Non sono riuscite ad equilibrare le loro energie, a dosarle.

Cosa ci impedisce di prenderci cura di noi? Di indossare la famosa mascherina dell’aereo prima di aiutare l’altro? Ma soprattutto, come posso aiutare le persone intorno a me se non riesco neanche ad aiutare me stesso?

Vi sarà capitato di pensare: quella persona pensa solo a se stessa, avrebbe dovuto capire come mi sento, avrebbe dovuto avere a cuore la mia serenità, io lo avrei fatto. Se vi ritrovate in questi pensieri fermatevi un attimo: forse è vero che l’altro avrebbe potuto prendersi cura di voi. Ma voi lo fate con voi stessi? Prima di puntare il dito sull’altro riflettiamo su cosa possiamo fare noi per noi stessi. Spesso è l’insoddisfazione a parlare, a farci giudicare e puntare il dito. Sono energie sprecate, che potremmo investire in altro. In cosa?

In noi stessi per iniziare.

Se ti capita di sentirti travolto da questi pensieri, che ti portano a puntano il dito verso l’altro e ti fanno sentire frustrato e insoddisfatto, prova a fermarti e a chiederti:

“Cosa posso fare per me stesso, per non sentirmi più cosi?”

Posso andare a fare una passeggiata, prepararmi una tisana, chiamare una persona cara, leggere un libro, vedere un film, mettere un po di musica, cantare, ballare…

Sii un po egoista, prenditi cura di te stesso: questo farà crescere dentro di te sentimenti positivi, allegria, spensieratezza, soddisfazione, ma anche generosità verso te stesso e verso gli altri.

E solo allora, con questi sentimenti, potrai essere veramente di aiuto all’altro.

Niente scuse, ne rimpianti: vivi!

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Questa settimana ci siamo focalizzati sul raggiungimento degli obiettivi, su come definirli e cosa potrebbe ostacolare il loro raggiungimento. Siamo noi gli artefici della nostra vita. Cosa ci impedisce di andare avanti? Di osare? La paura. Eccola li, dietro l’angolo, pronta a farsi avanti non appena cerchiamo di muoverci, di cambiare, di evolvere.

Ma sai qual è il segreto? Andare avanti nonostante… lei c’è, è li per metterci in guardia, per non essere sprovveduti, per fare i conti, per valutare i pro e i contro. In fondo, a pensarci bene, ci serve! Facciamo si che la paura sia una compagna di viaggio, ma decidiamo che ruolo darle in questo viaggio. Le scuse, i rimpianti, rappresentano tutte quelle cose che abbiamo evitato, che non abbiamo fatto, a cui abbiamo rinunciato. Per cosa?

Il mio invito è quello di buttarsi. Ascolta le tue paure, chiediti cosa puoi fare per “tutelarti”, poi rimetti la paura al suo posto e agisci… Se hai paura forse devi fermarti a considerare quali sono le risorse a cui puoi far riferimento per tutelarti dai pericoli. Ti faccio un esempio: devo andare a fare la spesa ma c’è l’allarme coronavirus e ho paura, quasi quasi non vado. Mando mio marito, che torna a casa e ha comprato la metà delle cose che gli avevo scritto nella lista! Questo scatena in me rabbia, frustrazione… Alt: la paura mi ha bloccato dall’andare io stessa. Cosa posso fare? Ascolto la paura: senza di essa probabilmente uscirei senza mascherina, dando baci alle persone che incontro e mettendo in pericolo me stessa e gli altri. Utilizza questa paura non per bloccarti, ma per tutelarti.

Posso: indossare la mascherina, mettere i guanti, restare a distanza mentre faccio la fila fuori dal supermercato. Quando torno a casa tolgo i guanti, lavo accuratamente le mani. In questo modo mi sarò tutelata e protetta, ma al tempo stesso avrò agito, sarò andata di persona a fare la spesa senza delegare questo compito a mio marito e avrò tutte le cose che avevo scritto nella lista, e magari anche qualcosa in più che mi ha ispirato mentre ero al supermercato.

Lascia i rimpianti, le scuse, le deleghe… Inizia a vivere!

La chiave del successo

La chiave del successo: amare ciò che si fa. Fare ciò che ci rende felici, soddisfatti, appagati.Ma cos’è che ci impedisce di raggiungere il “successo”? La poca fiducia in noi stessi.Abbiamo già affrontato il tema della paura del fallimento, e la chiave è proprio li. Se:

  • Non so cosa voglio
  • Non so come farlo
  • Non credo di poterlo fare

sarà difficile per me raggiungere il successo e l’appagamento che desidero.E’ fondamentale assumersi la responsabilità della propria felicità: questa non spetta a nessuno al di fuori di noi stessi. Finché perdiamo tempo ad incolpare gli altri, o la sorte, o gli eventi, nulla cambierà. Nulla sarà in nostro potere per poter cambiare le cose. Se, al contrario, iniziamo ad entrare nell’ottica che la nostra felicità e il successo dipendono ESCLUSIVAMENTE da noi, che siamo noi stessi gli artefici della nostra vita, inizieremo a capire cosa vogliamo e a pianificare come raggiungere e realizzare i nostri obiettivi.Questa settimana abbiamo parlato di network marketing: proviamo a sintetizzare cosa fare:

  • Stabilisci i tuoi obiettivi, seguendo le indicazioni esposte negli articoli di questa settimana;
  • Segui il “sistema”:
  • Trova le Persone (lista nomi, contatti, ecc)
  • Parla con loro (usa semplici script di invito per incuriosirli)
  • Presenta il tuo Progetto (online o meeting dal vivo)
  • Concludi (raccogli la decisione)
  • Iscrivi la persona

Insegna il “sistema” ai nuovi consulenti, così da duplicare i tuoi risultati.

  • Hai bisogno di CREDERE di poterlo fare:
  • Trova la TUA motivazione
  • Definisci il tuo obiettivo
  • Pianifica e crea il tuo piano d’azione per realizzarlo
  • Persisti finché non raggiungi l’obiettivo
  • Formati, sii curioso di apprendere e crescere.

Il leader nel network marketing: 8 caratteristiche

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Un vero leader di una struttura di Network Marketing deve essere chiaro con se stesso e con ciò che desidera, cosi da poter trasformare in realtà ciò che vuole veramente.E’ importante essere precisi e trasparenti con il proprio Io, per capire ciò di cui realmente abbiamo bisogno.Un leader sa che non lavora da solo: il Network Marketing è un’attività di squadra, un gioco di squadra. Non potrai avere successo da solo, devi far crescere la tua squadra e le persone intorno a te.Non fissare tu gli obiettivi per i componenti della tua squadra, lascia che siano loro a farlo in base al loro impegno, alle loro azioni, al tempo che dedicano e alle aspirazioni personali.Il leader è una guida, un punto di riferimento. Ma non per questo si pone al di sopra degli altri, anzi: è in mezzo agli altri, per dare loro supporto, incoraggiamento, fornire confronti e punti di vista diversi. E’ colui che da, ma che al tempo stesso riceve. Si, perché in un gioco di squadra non c’è uno migliore di un altro, ma si collabora per raggiungere insieme un risultato comune.Quali sono le caratteristiche che distinguono un buon leader?

Vediamole di seguito.

1.Coraggio: le persone si aspettano coraggio da un leader, prima di seguirne la guida. Hanno bisogno di qualcuno che sappia prendere decisioni, preservare il bene del gruppo, che mantenga salda la rotta quando ci sono complicazioni. Il leader è colui che non teme le avversità: le difficoltà lo spronano e lo impegnano verso la direzione da seguire.

2.Un efficace comunicatore: un leader ha la capacità di comprendere i bisogni delle persone, possiede la chiave giusta per spronare le persone e per spingerle a raggiungere i propri obiettivi.

3.Generosità: un leader condivide il merito per i propri risultati raggiunti, incoraggia e loda le persone attorno a lui, spronando tutti a raggiungere il loro successo. Questo non solo perché contribuirà al successo della squadra, ma perché ha a cuore le persone nella loro individualità.

4.Umiltà: un leader non sfrutta la propria posizione per mettersi un gradino sopra gli altri e non chiede agli altri di fare cose che lui stesso non farebbe in prima persona.

5.Autoconsapevolezza: un leader ha chiaro in mente quali sono i propri punti di forza e i propri punti di debolezza. E’ consapevole di se stesso, delle proprie capacità e degli aspetti da migliorare.

6.Passione: passione ed entusiasmo sono gli ingredienti fondamentali. Un leader è appassionato del suo lavoro, e trasmette questa passione alle persone intorno a lui.

7.Autenticità: un vero leader è autentico, e ciò che dice e che fa è in linea con il suo essere.

8.Determinazione: ha chiaro in mente cosa vuole raggiungere nella vita, quali sono i suoi desideri e i suoi bisogni. Essere determinati significa sapere il motivo per cui si va proprio li, e mettercela tutta per raggiungere i propri obiettivi.

E tu, pensi di poter diventare un leader? Se la tua risposta è no, prova a chiederti cosa ti manca per esserlo.Un leader è innanzitutto una persona che conosce se stesso, le proprie capacità, le proprie risorse. E’ una persona che sa mettersi in discussione senza, per questo, mettere in dubbio se stesso.

E se fallisco?Cosa fare per evitare il fallimento

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Spesso il primo ostacolo al raggiungimento dei nostri obiettivi è proprio la paura del fallimento.

Uno dei motivi più comuni che portano al fallimento di un obiettivo è legato alla sua mancata o imperfetta costruzione..

Prendiamo come esempio l’organizzazione di una vacanza. Non decidiamo di partire da un giorno ad un altro, ma al momento della scelta parte una pianificazione che ci permette di realizzare il nostro viaggio:

  • Ragioniamo su ciò che ci spinge a fare quel determinato viaggio (abbiamo bisogno di una pausa, abbiamo delle ferie da smaltire, abbiamo voglia di evadere, ecc)

Questo equivale al chiederci: cosa voglio?   

  • Scegliamo una destinazione Definisco il mio focus/obiettivo
  • Scegliamo il periodo in cui partire, valutando anche la stagione (maltempo, bassa stagione, ecc): vorrei andare alle Maldive, ma se ho le ferie nel periodo in cui c’è rischio di maltempo dovrò rivedere la mia destinazione ed effettuare una scelta;  valuto la realtà in cui mi trovo, le mie possibilità, e pianifico un obiettivo che sia realistico e realizzabile. Valuto eventuali ostacoli che potrei incontrare lungo il cammino, cosi da metterli in conto e non trovarmi spiazzato nel doverli affrontare;
  • Risorse. Pianifichiamo il budget a nostra disposizione: questo ci guiderà nella scelta ad esempio del volo, dell’hotel, e cosi via.  Quali sono le risorse che ho a disposizione? Ad esempio, nel network marketing: la risorsa può essere avere uno sponsor come punto di riferimento, alcune mie capacità su cui posso contare, il fatto di conoscere molte persone, ecc.
  • Piano d’azione. Nel prenotare il viaggio,  a livello concreto, metto in atto azioni concrete che devo attuare per realizzare il mio obiettivo:prenotare l’hotel, prenotare i voli, scegliere un itinerario di viaggio con i posti da visitare, informarmi sui mezzi di trasporto, ecc. Per ritornare all’esempio del network marketing il piano d’azione consisterà nel  fare la lista nomi, contattare telefonicamente le persone, ecc.
  • Prepariamo la valigia per partire quali sono gli “accessori” di cui ho bisogno che devo mettere nella mia valigia? Crema solare se vado al mare, scarpe da trekking per la montagna, ecc. Nel network marketing gli accessori saranno: la formazione, l’incontro con le persone, il confronto.

Come vedi, anche dietro una semplice vacanza c’è una pianificazione, ma è proprio questa pianificazione che ti permetterà di goderti il viaggio.

L’imprevisto può essere  sempre dietro l’angolo, neanche la migliore organizzazione può tutelarti da questo. Ma nulla è dovuto al caso, o alla fortuna. Sei tu che pianifichi, organizzi, ti muovi per raggiungere il tuo obiettivo. E se non lo raggiungo? Non importa: mi fermo, valuto cosa non è andato, costruisco un nuovo piano d’azione. Permettiamoci anche il lusso di poter fallire. Non è il fallimento il problema! Il punto è se siamo pronti a rialzarci nonostante il fallimento. E’ quello a fare la differenza.

Sei tu l’autore del tuo successo e delle tue gratificazioni.

Il segno della quarantena: come reagiamo agli eventi negativi

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Cosa hai imparato da questa quarantena forzata? Come l’hai vissuta? Questo dice molto di te, del tuo modo di vivere gli imprevisti della vita, di affrontare le avversità. Ogni evento che affrontiamo, bello o brutto che sia, lascia un segno. A volte non sono gli eventi in se ad essere positivi o negativi, a lasciare su di noi strascichi positivi o negativi, quanto come noi stessi affrontiamo determinate situazioni. Prendiamo come esempio la situazione di quarantena che tutti noi abbiamo affrontato (quarantena per modo di dire, sono diventati, ormai, due mesi). E’ una situazione che nessuno di noi ha scelto di vivere, ci è stata imposta, in primis per la nostra stessa salute e tutela. Tutti, quindi, abbiamo vissuto la stessa situazione, ma non per questo l’abbiamo vissuta allo stesso modo. C’è chi l’ha vissuta come una prigione, vedendosi limitato nelle proprie libertà e abitudini. Chi ha approfittato di questo momento di stop per dedicarsi a se stesso, alle proprie passioni, avendo più tempo a disposizione.

Come vedete la situazione di partenza è la stessa, ma cambia il modo in cui la viviamo.

Se mi trovo incastrato in una decisione che non ho preso io, ho due possibilità: 

  • cercare di contrastarla in tutti i modi, impiegando le mie energie in questo
  • cercare di trarre il meglio da questa situazione, capendo cosa posso trarre da essa di positivo per me.

A queste due opzioni appartengono sentimenti ed emozioni differenti:

  • sforzo, frustrazione, nervosismo, rabbia nel primo caso
  • leggerezza, speranza, fiducia, scoperta nel secondo caso.

E tu, come hai affrontato la quarantena?

Ti piace il modo in cui l’hai affrontata? Bene, ti sarà di insegnamento per affrontare le sfide della vita, e potrai fare riferimento a questo episodio per ricordare a te stesso le risorse che hai utilizzato.

Non ti è piaciuto? Va bene, puoi cambiare il tuo modo di fare. Probabilmente hai reagito anziché rispondere alla situazione. Cosa significa? Reagiamo quando agiamo d’impulso,seguendo i nostri schemi d’azione che solitamente utilizziamo di fronte alle situazioni. Rispondiamo quando valutiamo la situazione e decidiamo come voler rispondere ad essa. La prossima volta che ti trovi ad affrontare una situazione che scatena in te quei sentimenti (frustrazione, rabbia, oppressione) fermati un attimo, respira, e chiediti: che alternative ho per affrontare questa situazione e per non provare più queste emozioni negative? Mettiti alla prova sperimentando reazioni alternative. Puoi prendere esempio dalle persone intorno a te. Come reagiscono loro di fronte alle difficoltà? Prendi come esempio una persona che ammiri ed ispirati a lei quando sperimenti una risposta alternativa alle situazioni difficili.

Obiettivi e network marketing: sei passi

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In un’attività professionale come quella del network marketing, cosi come nella vita, è fondamentale fissarsi degli obiettivi. Se hai una squadra di persone che al momento non sta performando nel modo giusto, poter raggiungere quella qualifica a cui aspiri sarà praticamente impossibile.Si pensa che:

  • Le persone del proprio team siano autosufficienti;
  • Che sappiano già quello che devono fare;
  • Che abbiano la tua stessa “fame” di successo.

Ma non è cosi. Ognuno ha i suoi obiettivi, desideri, esigenze, necessità, e non è detto che ogni persona sia esattamente allineata al tuo modo di fare e di vedere le cose.Inizia delineando il TUO obiettivo:

  • Quanto voglio guadagnare?
  • Qual è la qualifica che voglio raggiungere?

Vediamo ora 4 strategie che possono aiutarti:

1.Scrivere: Scrivi i tuoi obiettivi su un pezzo di carta, va bene anche un post-it, e mettilo dove hai modo di vederlo spesso.

2.Leggere: Leggi i tuoi obiettivi ogni mattina, appena ti svegli.

3.Fare: Decidi cosa farai quel giorno per realizzare i tuoi obiettivi, scrivi le azioni concrete che dovrai mettere in atto (es. fare la lista nomi, contattare un numero di persone telefonicamente, incontrarne alcune di persona)

4.Verifica: la sera, verifica se hai portato a termine i tuoi compiti. Fai un elenco delle difficoltà e dei successi che hai incontrato affinché, durante la notte mentre dormi, il tuo cervello possa trovare una soluzione.

Difficoltà: ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

Successi:

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

 

Durante il fine settimana fai una valutazione di come è andata la settimana, per capire quanto hai realizzato e quanto ti sei avvicinato al tuo obiettivo.

5.Decidi: decidi cosa farai di diverso e rivedi i tuoi obiettivi in base ai risultati che hai raggiunto“contattando 10 persone al giorno, quante ne ho sponsorizzate in una settimana? Ne bastano 10 o devo contattarne di più?”Ricorda: non sei solo!Il bello del network marketing è il gioco di squadra.

6.Rivedi i tuoi obiettivi con il tuo sponsor, parla con lui di ciò che hai fatto e di ciò che farai nella settimana che verrà, chiedi aiuto sulle cose che non sei riuscito a risolvere da solo. Al tempo stesso, però, cerca di diventare un problem-solver, una persona che riesce a trovare una soluzione da solo. Lo sponsor è un buon punto di riferimento, un modello da seguire, ma ricorda che dovrai iniziare a camminare con le tue gambe se vorrai raggiungere i tuoi obiettivi!

Questi sei punti ti aiutano a focalizzare il tuo obiettivo e a volgere lo sguardo verso di te. Ma il network marketing si basa su una rete. Una rete è fatta di persone, quindi altro da te. Lo sguardo verso di te dovrà andare di pari passo con uno sguardo verso le altre persone, verso la rete. Dovrai avere uno sguardo doppio, come se fosse una bilancia:da un lato ci sei tu e dall’altro la tua reteI due lati della bilancia dovranno essere in equilibrio: se uno dei due non lo è, automaticamente anche l’altro si sbilancerà…Nei prossimi articoli vedremo cosa può ostacolarci e le caratteristiche che un leader dovrebbe avere per gestire al meglio la propria rete.

Come definire un obiettivo: 4 step

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Nell’articolo di ieri abbiamo individuato e definito il nostro obiettivo, il nostro focus. Ricordiamo che l’obiettivo è lo strumento che ci serve per trasformare il nostro sogno in realtà. Affinché questo avvenga dobbiamo definirlo concretamente.Vediamo ora quali sono i 4 step da seguire:

1.DESTINAZIONE

Definisci un obiettivo avendo una destinazione precisa. Un obiettivo è un impegno. Ha valore solo se ha una scadenza precisa e se è specifico. Quindi no all’ambiguità e alla confusione.Iniziamo concretizzando l’obiettivo: ad esempio “voglio guadagnare di più” si trasformerà, in termini concreti, in…“Entro tre mesi guadagnerò …. Euro al mese”
Avere idee chiare su ciò che si vuole raggiungere ti permette di rendere concreto il tuo obiettivo e di valutare i passi necessari per raggiungerlo

Voglio ………………………

Entro………………………..

2. PRIORITA’

Fissa una priorità per ogni obiettivo su una scala da 1 (alta) a 5 (bassa). Chiediti: quanto è importante questo obiettivo per realizzare il mio sogno? Assicurati che sia un TUO obiettivo e non l’obiettivo di qualcun altro: questa è la tua vita e non sarai felice se vivrai il sogno di qualcun altro. Scegli solo obiettivi che reputi importanti. Chiediti: è questo che voglio veramente?

Quanto è prioritario il mio obiettivo da 1(priorità alta) a 5 (priorità bassa)?…….

3.IMPEGNO

Assicurati che ti impegnerai a realizzare il tuo obiettivo, senza riserve e condizioni. Il raggiungimento o meno del tuo obiettivo dipende solo da te. Inizia a prenderti la responsabilità delle tue scelte, non delegare agli altri la tua serenità. Sei tu l’artefice della tua vita, e spetta a te il compito di cambiarla se non ti soddisfa. Prova a chiederti quali sono gli alleati nel raggiungimento dei tuoi obiettivi (può essere una tua caratteristica personale, come la tenacia, la solarità, la capacità di comunicare, oppure persone intorno a te che ti supportano, ecc) e quali gli eventuali ostacoli?E’ importante avere un quadro chiaro della situazione, compresi eventuali ostacoli che potrebbero impedirti di raggiungere i tuoi obiettivi.

Alleati: ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Ostacoli: ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

4.REALTA’
Sii realista. Considera i tuoi obiettivi tenendo presente la tua attuale situazione. “I miei obiettivi sono realistici rispetto alla mia attuale situazione?”. Se fissi obiettivi troppo ambiziosi rischi di rimanere deluso. Il successo è un gran motivatore. Se le circostanze cambiano, potrai modificare i tuoi obiettivi. Assicurati, inoltre, che i tuoi obiettivi siano compatibili tra loro, in caso contrario decidi ora cosa è più importante per te in questo momento.

Il mio obiettivo è realistico rispetto alla mia attuale situazione? …………………………………………….

Non rimandare! Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi non puoi fare compromessi riguardo al tuo piano d’azione, alle routine giornaliere. Sei disposto ad agire e non fermarti finché non raggiungi ciò che vuoi?